goethe Le opere più importanti di Goethe:
1771: Götz von Berlichingen
1774: I dolori del giovane Werther
1779: Ifigenia in Tauride
1788: Egmont
1789: Elegie romane
1790: La metamorphosi delle piante
1792: La teoria dei colori
1795: Wilhelm Meister
1807: Le affinità elettive
1808: Faust (1)
1819: Divano occidentale-orientale
1828: Viaggio in Italia
1830: Poesia e verità (autobiografia)
1832: Faust (2)

Johann Wolfgang von Goethe

Goethe nacque nel 1749 a Francoforte come figlio di una famiglia dell'alta borghesia. Studiò legge a Lipsia e a Strasburgo dove fu coinvolto dal movimento letterario dello "Sturm und Drang" di cui divenne uno dei protagonisti. Chiamato dal granduca Carlo Augusto, dal 1775 passò tutto il resto della sua lunga vita a Weimar dove faceva parte della corte come consigliere. Trasformava la piccola città in uno dei più vivaci centri culturali del tempo ("età classica di Weimar"). Ammirava la cultura classica greco-romana. A Weimar aveva anche una intensa e proficua amicizia con lo scrittore Friedrich Schiller. Fece due viaggi in Italia (durante il primo viaggio si fermò in Italia per quasi due anni) che influenzavano profondamente la sua personalità e stimolavano la sua produzione letteraria. Oltre che di letteratura si occupò, come ministro, anche dell'amministrazione del granducato, condusse degli studi scientifici sulle piante e sulle pietre ed elaborò una teoria dei colori. È considerato il più grande poeta di lingua tedesca. Morì nel 1832 all'età di 83 anni quando era ormai diventato una specie di "monumento vivente" della cultura.

Italia

Conosci tu il paese dove fioriscono i limoni?
Nel verde fogliame splendono arance d'oro
Un vento lieve spira dal cielo azzurro
Tranquillo è il mirto, sereno l'alloro
Lo conosci tu bene?
Laggiù, laggiù
Vorrei con te, o mio amato, andare!

I dolori del giovane Werther
"Oh le persone ragionevoli!, esclamai sorridendo. Passione! Ebbrezza! Delirio! Voi siete così impassibili, così estranei a tutto questo, voi uomini per bene! Rimproverate il bevitore, condannate l'insensato, passate dinanzi a loro come il sacrificatore e ringraziate Dio, come il fariseo, perché non vi ha fatto simili a loro! Più di una volta io sono stato ebbro, le mie passioni non sono lontane dal delirio, e di queste due cose io non mi pento perché ho imparato a capire che tutti gli uomini straordinari che hanno compiuto qualcosa di grande, qualcosa che prima pareva impossibile, sono stati in ogni tempo ritenuti ebbri o pazzi. Ma anche nella vita comune, è insopportabile sentire sempre dire a qualcuno che sta per compiere un'azione libera, nobile, inattesa: quell'uomo è ubriaco, è pazzo! Vergognatevi, uomini sobri e savi!
Ecco le tue solite fantasie, disse Alberto, tu esageri tutto, e in questo caso hai per lo meno il torto di paragonare il suicidio di cui ora è questione, con delle grandi gesta, mentre esso non può esser considerato che come una debolezza. Poiché certo è più facile morire che sopportare con fermezza una vita dolorosa.
Ero sul punto di interrompere il discorso, perché niente mi fa uscire così fuori dei gangheri come vedere qualcuno armato di insignificanti luoghi comuni mentre io parlo con tutto il cuore."

Aforismi