Sete di te
m'incalza
Sete di te
m'incalza nelle notti affamate.
Tremula mano rossa che si leva fino alla tua
vita.
Ebbra di sete, pazza di sete, sete di selva riarsa.
Sete di metallo
ardente, sete di radici avide.
Verso dove, nelle sere in cui i tuoi occhi non
vadano
in viaggio verso i miei occhi, attendendoti allora.
Sei
piena di tutte le ombre che mi spiano.
Mi segui come gli astri seguono la
notte.
Mia madre mi partorì pieno di domande sottili.
Tu a tutte rispondi.
Sei piena di voci.
Ancora bianca che cadi sul mare che
attraversiamo.
Solco per il torbido seme del mio nome.
Esista una terra
mia che non copra la tua orma.
Senza i tuoi occhi erranti, nella notte, verso
dove.
Per questo sei la sete e ciò che deve saziarla.
Come poter
non amarti se per questo devo amarti.
Se questo è il legame come poterlo
tagliare, come.
Come, se persino le mie ossa hanno sete delle tue
ossa.
Sete di te, sete di te, ghirlanda arroce e dolce.
Sete di te, che
nelle notti mi morde come un cane.
Gli occhi hanno sete, perchè esistono i
tuoi occhi.
La bocca ha sete, perchè esistono i tuoi baci.
L'anima è
accesa di queste braccia che ti amano.
Il corpo, incendio vivo che brucerà il
tuo corpo.
Di sete. Sete infinita. Sete che cerca la tua sete.
E in essa
si distrugge come l'acqua nel fuoco.

CANTI E A SOLE E CIELO
Canti e a sole e cielo col tuo canto
la tua voce sgrana il cereale del giorno,
parlano i pini con la lor lingua verde:
gorgheggiano tutti Il uccelli dell'inverno.
Il mare empie le sue cantine di
passi,
di campane, di catene e di gemiti,
tintinnano metalli e utensili,
suonano le ruote della carovana.
Ma solo la tua voce ascolto e sale
la tua voce con volo e precisione di freccia,
scende la tua voce con gravità di pioggia,
la tua voce sparge altissime spade,
torna la tua voce carica di viole
e quindi m'accompagna per il cielo.
